Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa di Epiro

La Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa di Epiro, con il presente vuole rendere edotti tutti coloro che volessero presentare domanda di ammissione nell'Ordine Equestre dell'Aquila di Epiro di contattare gentilmente il seguente indirizzo di posta elettronica: ordineaquiladiepiro@libero.it
Sperando di avere fatto opera gradita, la Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa di Epiro, coglie l'occasione per porgere cordiali e cavallereschi saluti.

lunedì 23 dicembre 2013

Messaggio di S.A.S. Principe Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia.
 
Cari Cavalieri, Dame ed Amici della Casa d’Epiro, leggiamo in San Matteo che i Magi “ al vedere la stella provarono una grande gioia” (Matteo cap.2,10), gioia che era data loro dal sapere che stava per venire fra il Suo popolo il Re della Gloria, quel Re e Salvatore atteso da tante generazioni, quel Re che avrebbe detto di sé di essere venuto a sanare le piaghe dei cuori spezzati. L’anno liturgico della Chiesa cattolica di permette di provare ogni 25 Dicembre la stessa gioia dei Santi Re Magi; quello che ci apprestiamo a celebrare, il Natale del Signore, non è una bella favola, non è una fantasticheria da bambini, ma è un evento che ha mutato la storia umana . Senza Cristo come sarebbe povera l’umanità, povera di ideali e povera di speranza! Il Dio fatto uomo viene ancora fra noi, viene a dirci che siamo fatti per il Cielo, viene a dirci che la vita si rinnova. Possa il Divin Fanciullo stendere su ognuno di noi, sulle nostre famiglie, sui nostri amici, la Sua mano benedicente. Con le parole di San Francesco auguro a ciascuno di Voi “Il Signore vi dia pace!” Buon Santo Natale e che il Nuovo Anno vi porti tutto ciò che desiderate. Auguri anche ai fratelli armeni che celebreranno la venuta di Gesù il 6 Gennaio prossimo ed ai fratelli ortodossi slavi e copti che celebreranno  invece la venuta di Gesù il 7 Gennaio.
L’ Eglise Byzantine Hors Frontière augura Sante Feste a tutti
 
Mes chers amis, chers frères, cheres soeurs


 cette fin d'année, et cette période sacrée de l'Avent, a été et est toujours, semée d'embuches et d'épreuves difficiles.
Le plan humain et plus encore le plan spirituel est soumis au feu de la destruction potentielles et seuls votre amour et nos prières, notre foi, peuvent- vaincre les actions du malin.
De multiples trahisons jalonnent 2013, des menaces de mort à l'encontre de nos pretres et éveques, des médisances de toutes sortes, des méchancetés et des mensonges sans nombre......
"bienheureux serez vous lorsqu'on vous outragera, qu'on vous persécutera et qu'on dira toute sorte de mal à cause de moi, réjouissez vous et soyez dans l'allégresse car votre récompense sera grande dans les cieux !!!!!!"
Une étoile est née dans le Ciel, qui cherche la présence de Dieu sur terre....Elle suit un chemin que les rois et les prophetes, les bergers et les humbles suivent avec passion et patience....Une étoile va bientot se placer au dessus de l'endroit où sera né l'Enfant........
Soyons prets à Le recevoir dans l'"inclinaison de nos tetes et de notre âme, dans l'humilité de notre condition et la joie de notre coeur......Soyons dans l'(adoration de ce petit enfant et de sa mère, dans le respect de ce père adoptif, car l'espoir sur cette terre renait enfin!
Dieu est parmi nous et nous devons en etre témoins.
La veillée de Noel est proche et nous allons dans la joie feter enfin ce renouveau , cette nouvelle naissance
Noel est bien la fete de l'enfant, la fete des enfants, non par la trivialité des cadeaux, mais par la beauté sacrée de la foi en Jésus, l'oint du Seigneur Dieu, le Christ roi

Joyeux noel à tous

pere Leonid
Eglise Byzantine Hors Frontière

giovedì 11 luglio 2013




S.A.S. il Principe d’Epiro e famiglia partecipano al lutto che ha colpito la famiglia del Gran Priore Nob. Francesco Pilotti che, in data  5 luglio 2013 per la perdita della nonna materna Sig.ra Letizia Corsini ved. Flocchini, nata il 6 agosto 1921. 
Preghiamo Dio Onnipotente che la accolga nel suo regno di luce e di pace ove splende il Sole senza tramonto.

domenica 17 febbraio 2013



Il Santo Padre Benedetto XVI ha annunciato la propria rinuncia al Soglio di Pietro. Il fatto, inatteso e storicamente rarissimo, dato il solo precedente di San Celestino V di venerata memoria, ci rattrista perchè la Santa Chiesa perde un grande Papa, colto ed umanissimo. Ci consola la certezza che lo Spirito Santo assisterà i Cardinali affinchè eleggano un degno successore. Benedetto XVI resterà coscienza viva della Santa Chiesa cui le Sue preghiere procureranno copiose benedizioni. Uniamoci tutti nella preghiera perchè il Signore conceda al Santo Padre abdicatario una vita lunga, sana e serena e ringraziamo il Padre di averlo donato alla Sua Chiesa e a tutti noi.

Principe Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia

Anniversario dell'Indipendenza dell'Epiro del Nord.


Oggi, 17 Febbraio 2013, ricorre il Novantanovesimo anniversario dell' Indipendenza dell' Epiro del Nord, tale data tragica e maestosa è stata cancellata dai libri di Storia; la Storia, infatti, la scrivono i vincitori, ma nessuna falsificazione della Storia, nessun interesse politico o strategico delle Potenze Europee potrà mai privare il Popolo d'Epiro del suo anelito alla libertà. I Popoli sono stati creati liberi da Dio e guai a chi li priva dei loro legittimi diritti. Mazzini scrisse che "...quando il popolo si desta, Dio si mette alla sua testa, la Sua folgore gli da". Verrà un giorno in cui gli epiroti si scuoteranno di dosso il giogo straniero e occuperano il posto che loro spetta fra i popoli liberi. Ad ognuno di noi spetta il compito di fare conoscere questa pagina strappata dai libri di storia, ad ognuno di noi il compito di chiedere a gran voce che nell' Europa del XXI secolo nessun popolo ne opprima un altro.Principe Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia

sabato 24 novembre 2012


Dilette Dame, Nobili Cavalieri e Amici tutti;

con la presente siamo a pubblicare il messaggio pervenutoci negli scorsi giorni da parte della Real Casa di Cambogia.

Your Royal Highness,

I have been deeply touched by the letter of sympathy received after the passing of His Majesty my August Father NORODOM SIHANOUK of Cambodia.

Your thoughts mean a great deal to the entire Royal Family of Cambodia.

I would like to thank Your Royal Highness and the Royal House of Epirus who have so kindly sent words of comfort at this time of grief.

Yours sincerely,

NORODOM SIHAMONI
KING of CAMBODIA

venerdì 16 novembre 2012



S.A.R. e S. IL PRINCIPE 
DAVIDE 

A nome di S.A.R. e S. il Gran Maestro Principe Davide Pozzi Sacchi di S.Sofia, 
di S.A.S. la Principessa Patrizia, 
di S.A.S. la Principessa Madre Giuseppina, 
a nome dei componenti tutti della Gran Cancelleria, 
a nome dei componenti tutti del Gran Priorato d'Italia dell'Ordine Equestre dell'Aquila di Epiro, 
e di chi la presente sottoscrive, 
si porgono le più sentite condoglianze a S.A.la Principessa Françoise e alla famiglia tutta, per la perdita di S.A.I. il Principe Enrico III Costantino De Vigo Aleramico Lascaris Paleologo. 

Il Gran Priore d'Italia

sabato 20 ottobre 2012

 
S.A.R. e S. IL PRINCIPE
DAVIDE


A nome di S.A.R. e S. il Gran Maestro
Principe Davide Pozzi Sacchi di S.Sofia,
di S.A.S. la Principessa Patrizia,
 di S.A.S. la Principessa Madre Giuseppina,
a nome dei componenti tutti della Gran Cancelleria,
a nome dei componenti tutti del Gran Priorato d'Italia
dell'Ordine Equestre dell'Aquila di Epiro,
e di chi la presente sottoscrive,

si porgono le più sentite condoglianze a S.A.R. Norodom Sihamoni, Re del Regno di Cambogia per la perdita dell'Augusto Genitore S.A.R. il Re Padre Norodom Sihanouk.

Il Gran Priore d'Italia
(Comm. Francesco Nob. Pilotti)

venerdì 19 ottobre 2012

Sabato della XXVIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) - Vangelo del giorno.

Vangelo 
Lc 12,8-12 
Lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire. 
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire». 

Parola del Signore

mercoledì 17 ottobre 2012

17 Ottobre 2012 - Vangelo del giorno.

Vangelo 
Lc 11,42-46 
Guai a voi, farisei; guai a voi dottori della legge. 
+ Dal Vangelo secondo Luca 

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo». Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!». 

Parola del Signore

giovedì 11 ottobre 2012

Giovedì della XXVII settimana del Tempo Ordinario - Vangelo del giorno.

Vangelo 
Lc 11,5-13 
Chiedete e vi sarà dato. 
 + Dal Vangelo secondo Luca 

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!». 

Parola del Signore

venerdì 21 settembre 2012

San Matteo, Vangelo del giorno.

Vangelo 
Mt 9,9-13
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

+ Dal Vangelo secondo Matteo 

In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». 

Parola del Signore

sabato 8 settembre 2012

NATIVITA' DELLA BEATA VERGINE MARIA

Vangelo 
Mt 1,1-16.18-23
Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giosafat, Giosafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi. 
Parola del Signore.

lunedì 16 luglio 2012

Lunedì della XV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) - Vangelo del giorno.

Vangelo Mt 10,34-11,1 
Sono venuto a portare non pace, ma spada.

+ Dal Vangelo secondo Matteo 
 In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città. 

Parola del Signore

sabato 14 luglio 2012

Sabato della XIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) - Vangelo del giorno.

Vangelo Mt 10,24-33 
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo 
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia! Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». 

Parola del Signore

venerdì 13 luglio 2012

Venerdì della XIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) - Vangelo del Giorno

Vangelo Mt 10,16-23 
Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo 

 In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo». 

Parola del Signore

martedì 19 giugno 2012

Martedì della XI settimana del Tempo Ordinario - Vangelo del giorno

Vangelo 
Mt 5,43-48
Amate i vostri nemici.

 + Dal Vangelo secondo Matteo 

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». 

Parola del Signore

mercoledì 13 giugno 2012

Sant' Antonio di Padova Sacerdote e dottore della Chiesa

Lisbona, Portogallo, c. 1195 - Padova, 13 giugno 1231

Fernando di Buglione nasce a Lisbona da nobile famiglia portoghese discendente dal crociato Goffredo di Buglione. A quindici anni è novizio nel monastero di San Vincenzo aLisbona, poi si trasferisce nel monastero di Santa Croce di Coimbra,il maggior centro culturale del Portogallo appartenente all'Ordine dei Canonici regolari di Sant'Agostino, dove studia scienze e teologia con ottimi maestri, preparandosi all'ordinazione sacerdotale che riceverà nel 1219, quando ha ventiquattro anni. Quando sembrava dover percorrere la carriera del teologo e del filosofo, decide di lasciare l'ordine dei Canonici Regolari di Sant'Agostino. Fernando, infatti, non sopporta i maneggi politici tra i canonici regolari agostiniani e re Alfonso II, in cuor suo anela ad una vita religiosamente più severa.Il suo desiderio si realizza allorché, nel 1220, giungono a Coimbra i corpi di cinque frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare per ordine di Francesco d'Assisi. Quando i frati del convento di monte Olivares arrivano per accogliere le spoglie dei martiri, Fernando confida loro la sua aspirazione di vivere nello spirito del Vangelo. Ottenuto il permesso dal provinciale francescano di Spagna e dal priore agostiniano, Fernando entra nel romitorio dei Minori e fa subito professione religiosa, mutando il nome in Antonio in onore dell'abate, eremita egiziano. Anelando al martirio, subito chiede ed ottiene di partire missionario in Marocco. È verso la fine del 1220 che s'imbarca su un veliero diretto in Africa, ma durante il viaggio è colpito da febbre malarica e costretto a letto. La malattia si protrae e in primavera i compagni lo convincono a rientrare in patria per curarsi. Secondo altre versioni, Antonio non si fermò mai in Marocco: ammalatosi appena partito da Lisbona, la nave fu spinta da una tempesta direttamente a Messina, in Sicilia. Curato dai francescani della città, in due mesi guarisce. A Pentecoste è invitato al Capitolo generale di Assisi, arriva con altri francescani a Santa Maria degli Angeli dove ha modo di ascoltare Francesco, ma non di conoscerlo personalmente. Il ministro provinciale dell'ordine per l'Italia settentrionale gli propone di trasferirsi a Montepaolo, presso Forlì, dove serve un sacerdote che dica la messa per i sei frati residenti nell'eremo composto da una chiesolina, qualche cella e un orto. Per circa un anno e mezzo vive in contemplazione e penitenza, svolgendo per desiderio personalele mansioni più umili, finché deve scendere con i confratelli in città, per assistere nella chiesa di San Mercuriale all'ordinazione di nuovi sacerdoti dell'ordine e dove predica alla presenza di una vasta platea composta anche dai notabili. Ad Antonio è assegnato il ruolo di predicatore e insegnante dallo stesso Francesco, che gli scrive una lettera raccomandandogli, però, di non perdere lo spirito della santa orazione e della devozione. Comincia a predicare nella Romagna, prosegue nell'Italia settentrionale, usa la sua parola per combattere l'eresia (è chiamato anche il martello degli eretici), catara in Italia e albigese in Francia, dove arriverà nel 1225. Tra il 1223 e quest'ultima data pone le basi della scuolateologica francescana, insegnando nel convento bolognese di Santa Maria della Pugliola. Quando è in Francia, tra il 1225 e il 1227, assume un incarico di governo come custode di Limoges. Mentre si trova in visita ad Arles, si racconta gli sia apparso Francesco che aveva appena ricevuto le stigmate. Come custode partecipa nel 1227 al Capitolo generale di Assisi dove il nuovo ministro dell'Ordine, Francesco nel frattempo è morto, è Giovanni Parenti, quel provinciale di Spagna che lo accolse anni prima fra i Minori e che lo nomina provinciale dell'Italia settentrionale. Antonio apre nuove case, visita i conventi per conoscere personalmente tutti i frati, controlla le Clarisse e il Terz'ordine, va a Firenze, finché fissa la residenza a Padova e in due mesi scrive i Sermoni domenicali. A Padova ottiene la riforma del Codice statutario repubblicano grazie alla quale un debitore insolvente ma senza colpa, dopo averceduto tutti i beni non può essere anche incarcerato. Non solo, tiene testa ad Ezzelino da Romano, che era soprannominato il Feroce e che in un solo giorno fece massacrare undicimila padovani che gli erano ostili, perché liberi i capi guelfi incarcerati. Intanto scrive i Sermoni per le feste dei Santi, i suoi temi preferiti sono i precetti della fede, della morale e della virtù, l'amore di Dio e la pietà verso i poveri, la preghiera e l'umiltà, la mortificazione e si scaglia contro l'orgoglio e la lussuria, l'avarizia e l'usura di cui è acerrimo nemico. E' mariologo, convinto assertore dell'assunzione della Vergine, su richiesta di papa Gregorio IX nel 1228 tiene le prediche della settimana di Quaresima e da questo papa è definito "arca delTestamento". Si racconta che le prediche furono tenute davanti ad una folla cosmopolita e che ognuno lo sentì parlare nella propria lingua. Per tre anni viaggia senza risparmio, è stanco, soffre d'asma ed è gonfio per l'idropisia, torna a Padova e memorabili sono le sue prediche per la quaresima del 1231. Per riposarsi si ritira a Camposampiero, vicino Padova, dove il conte Tiso, che aveva regalato un eremo ai frati, gli fa allestire una stanzetta tra i rami di un grande albero di noce. Da qui Antonio predica, ma scende anche a confessare e la sera torna alla sua cella arborea. Una notte che si era recato a controllare come stesse Antonio, il conte Tiso è attirato da una grande luce che esce dal suo rifugio e assiste alla visita che Gesù Bambino fa al Santo. A mezzogiorno del 13 giugno, era un venerdì, Antonio si sente mancare e prega i confratelli di portarlo a Padova, dove vuole morire. Caricato su un carro trainato da buoi, alla periferia della città le sue condizioni si aggravano al punto che si decide di ricoverarlo nel vicino convento dell'Arcella dove muore in serata. Si racconta che mentre stava per spirare ebbe la visione del Signore e che al momento della sua morte, nella città di Padova frotte di bambini presero a correre e a gridare che il Santo era morto. Nei giorni seguenti la sua morte, si scatenano "guerre intestine" tra il convento dove era morto che voleva conservarne le spoglie e quello di Santa Maria Mater Domini, il suo convento, dove avrebbe voluto morire. Durante la disputa si verificano persino disordini popolari, infine il padre provinciale decide che la salma sia portata a MaterDomini. Non appena il corpo giunge a destinazione iniziano i miracoli, alcuni documentati da testimoni. Anche in vita Antonio aveva operato miracoli quali esorcismi, profezie, guarigioni, compreso il riattaccare una gamba, o un piede, recisa, fece ritrovare il cuore di un avaro in uno scrigno, ad una donna riattaccò i capelli che il marito geloso le aveva strappato, rese innocui cibi avvelenati, predicò ai pesci, costrinse una mula ad inginocchiarsi davanti all'Ostia, fu visto in più luoghi contemporaneamente, da qualcuno anche con Gesù Bambino in braccio. Poiché un marito accusava la moglie di adulterio, fece parlare il neonato "frutto del peccato" secondo l'uomo per testimoniare l'innocenza della donna. I suoi miracoli in vita e dopo la morte hanno ispirato molti artisti fra cui Tiziano e Donatello. Antonio fu canonizzato l'anno seguente la sua morte dal papa GregorioIX. La grande Basilica a lui dedicata sorge vicino al convento di Santa Maria Mater Domini. Trentadue anni dopo la sua morte, durante la traslazione delle sue spoglie, San Bonaventura da Bagnoregio trovò la lingua di Antonio incorrotta, ed è conservata nella cappella del Tesoro presso la basilica della città patavina di cui è patrono. Nel 1946 Pio XII lo ha proclamato Dottore della Chiesa. Autore: Maurizio Valeriani 
Tratto da: www.santiebeati.it

Mercoledì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) - Vangelo del giorno

Vangelo Mt 5,17-19
 Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Parola del Signore

domenica 22 aprile 2012

Comunicazione dell'Ordine

 Ordine Equestre dell'Aquila di Epiro
Gran Priorato di Italia


Gentili Dame e Nobili Cavalieri, 
Amici tutti, 
con la presente, su mandato di S.A.R. e S. il Principe Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia, siamo ad invitarVi a prendere visione di quanto qui sotto:

Libro sulla storia dell' Epiro

Il Professor Aldo Colleoni, docente universitario, discendente del celeberrimo condottiero omonimo, ha pubblicato il testo Il rinnovato ruolo geopolitico dell'Epiro nel XXI secolo presso la Casa editrice Italo Svevo di Trieste. 
Il testo sarà in vendita da martedì presso la casa editrice ITALO SVEVO, Dott. Zorzon tel 040 630330/040 630388, fax 040 370267. 
Chi volesse riceverlo per posta contatti il dottor Zorzon. 
Il volume riporta, fra l' altro, documenti inediti della Casa d'Epiro, fotografie d'epoca, uno studio del Collegio Araldico Russo in appendice e vari documenti internazionali.

Nella speranza di averVi fatto cosa gradita, porgiamo cordiali e cavallereschi saluti.

Il Gran Priorato di Italia