Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa di Epiro

La Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa di Epiro, con il presente vuole rendere edotti tutti coloro che volessero presentare domanda di ammissione nell'Ordine Equestre dell'Aquila di Epiro di contattare gentilmente il seguente indirizzo di posta elettronica: ordineaquiladiepiro@libero.it
Sperando di avere fatto opera gradita, la Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa di Epiro, coglie l'occasione per porgere cordiali e cavallereschi saluti.

giovedì 21 ottobre 2010

LA CHIESA ARMENA CATTOLICA




La Chiesa cattolica Armena e' una delle Chiese Orientali e nasce dall'unione di una parte della Chiesa Apostolica Armena e la Sede Apostolica Romana. Le radici sono in Cilicia, ma la storia di questa fede e' passata anche dalla Turchia, per tornare poi definitivamente in Libano. In Terra Santa la presenza armena e' datata al V secolo.
La Chiesa Armena cattolica a Gerusalemme sorge in un luogo speciale per i cristiani: lungo la via Dolorosa, fra la III e la IV stazione della via Crucis, la strada che segna le tappe del cammino e la prima caduta di Gesu, ma anche l'incontro con la Vergine Maria. E' la chiesa di "Santa Maria dello Spasimo".
Ed e' proprio in questo luogo ricco di storia e cultura che si incontra un'altra piccola comunita' cristiana di Gerusalemme. Una chiesa davvero minoritaria se si considera che in tutta la Terra Santa ci sono soltanto 90 famiglie armene cattoliche, rappresentate da un Vescovo senza clero con il titolo di esarca che ha giurisdizione su tutti gli Armeni cattolici di Israele, Palestina e Giordania.
La diversità dei riti liturgici è un aspetto fondamentale nella vita della Chiesa. La celebrazione del rito armeno e' un misto di rito romano e rito bizantino, con il celebrante assistito da un diacono.


"Gerusalemme è un vicariato patriarcale - spiega Mons. Raphael Minassian,Esarca Patriarcale Chiesa Armena Cattolica. Qui siamo sempre stati soggetti alla politica, siamo ancora soggetti alla politica perche' i membri della Chiesa Armena Cattolica di Gerusalemme non abitano tutti dentro le mura , e quindi é difficile per loro, devono avere il permesso per venire a praticare qui nella loro Chiesa. Quindi potete trovare degli Armeni cattolici in tutte le Chiese non armene ma cattoliche la' dove sono, la' dove la chiesa é vicina a loro. Ringrazio il Signore perche i nostri cristiani sono sempre praticanti e fedele alla Chiesa ... e questa é una grazia eccezionale".

La Chiesa Armena Cattolica fu riconosciuta da Papa Benedetto XIV tra l'anno 1740 e l'anno 1758. È presente con comunità in Libano, Iran, Iraq, Egitto, Siria, Turchia, Israele, Palestina ed in altre realtà della diaspora armena nel mondo. Il numero dei fedeli è stimato in 540mila, mentre il primate della Chiesa armeno-cattolica è il Patriarca di Cilicia, con sede a Beirut: Nerses Bedros XIX Tarmouni.
Come il suo popolo, la Chiesa Armeno -- Cattolica ha avuto molte difficolta' nel corso della sua storia. Nel 1915 il popolo armeno è stato vittima di uno dei più grandi crimini della storia: il genocidio perpetrato dai turchi ... tra massacri e deportazioni morirono un milione e mezzo di persone.
A Gerusalemme, la Chiesa Armena Cattolica sorge nel suq arabo, dove ogni giorno transitano centinaia di pellegrini, e dove si intrecciano via vai continui di musulmani ed ebrei.
"La sfida é la testimonianza - prosegue mons. Minassian - La testimonianza cristiana, non confessionale,... cerchiamo sempre di dare quello, il buon esempio a tutti quelli che ci circondono sia ebrei che musulmani. Perche' qualche volta succede che entrano e chiedono, fanno delle domande interessanti, qualche volta cerchiamo di dare una spiegazione che li avvicina a Cristo, a Dio".
Qui, presso la IV stazione della via Crucis, un anno e mezzo fa, é stata inaugurata la Cappella dell'Adorazione eucaristica. Ed e' da qui, dal cuore dellaVia Dolorosa di Gerusalemme, che parte e si diffonde incessante, una preghiera di intercessione per il Sinodo delle Chiese Cattolica a Roma.

Le aspettative dell' Esarca Patriarcale Chiesa Armena Cattolica di Gerusalemme "non sono solo per la Chiesa Armena, ma per la Chiesa tutta in Medio Oriente. Quello che ci manca - dice - quello che e' piu' urgente per me, é la comunione, e' il trovare il modo per cui nessuno si senta sacrificato per l´altro, di trovare una fratellanza come erano gli apostoli ..."
"Il secondo punto che aspettiamo da questo Sinodo, é il chiedere alla Chiesa universale (per evitare di dire alla chiesa Occidentale!), di conoscerci meglio , e di avere gli stessi diritti nelle nostre chiese come abbiamo nella nostra grande chiesa universale, con Pietro, il Papa".

IL PATRIARCATO LATINO DI GERUSALEMME

In occasione dello svolgimento dal 10 al 24 ottobre in Vaticano del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente, vi presentiamo le chiese cattoliche presenti in quelle terre.



Sua Beatitudine Fouad Twal
Il Patriarcato Latino di Gerusalemme nasce nel 1099, dopo la prima crociata, quando viene istituita una gerarchia latina, con la nomina di un proprio Patriarca. Quando la città santa cade nelle mani di Saladino nel 1187, il Patriarcato viene stato spostato ad Acri, poi a Cipro, infine a Roma. Dopo più di sei secoli, nel 1847, il Papa Pio IX ristabilisce il Patriarcato Latino di Gerusalemme... ... che dal 21 giugno 2008, è sotto la guida di Sua Beatitudine Fouad Twal, nono patriarca dal ripristino della sede in Gerusalemme nel 1847. Oggi, la diocesi patriarcale, che comprende un mosaico molto vario di culture, lingue, religioni e tradizioni, conta circa 70.000 fedeli sparsi tra Israele, Autorità Palestinese, Giordania e Cipro.

"La chiesa di rito latino e' presente a Gerusalemme con tante Scuole Bibliche, tante congregazioni religiose, con tanti pellegrini - sottolinea il Patriarca Latino -. E poi abbiamo le scuole e i 4 seminari: quello del Patriarcato, il Redemptoris Mater, quello francescano, quello salesiano... ecco la forza della Terra Santa nel rito latino!"
E ai cristiani arabi locali di rito latino bisogna aggiungere tutti quelli che vengono da fuori: 7 mila sudanesi, 10 mila indiani e 40 mila filippini che sono tutti di rito latino
"Se da una parte abbiamo l´emigrazione che é una emorragia - prosegue ancora mons. Twal - dall´altra parte abbiamo l' immigrazione di gente che viene da fuori e che accresce il numero dei parrocchiani ... e tocca a noi, la chiesa Latina, prendere cura di questi immigrati".

Giovedì della XXIX settimana del Tempo Ordinario - Vangelo del giorno

Vangelo
Lc 12,49-53
Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Parola del Signore

mercoledì 20 ottobre 2010

Mercoledì della XXIX settimana del Tempo Ordinario - Vangelo del giorno

Vangelo


Lc 12,39-48
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto.

+ Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Parola del Signore



Rick Mathes, cappellano protestante nelle carceri USA, ci invia questo messaggio.

Messaggio relativo ad un dibattito fra un cappellano cattolico, uno protestante ed un imam in un carcere americano di fronte ai carcerati.

ALÁ Y JESÚS:
Reunión de sacerdotes de cárceles, conclusión :
La religión musulmana es la que más crece en número en los Estados
Unidos, especialmente en los grupos minoritarios.

El mes pasado asistí a una clase de entrenamiento requerida para
mantener mi status de seguridad en el departamento de prisiones del Estado.

Durante la reunión hubo una presentación por tres disertantes, uno
Católico, uno protestante y un Musulmán, quienes explicaron sus
creencias.

Me interesaba sobre todo, lo que el Imán islámico diría. El Imán hizo
una completa y gran presentación de las bases del Islam, incluido
vídeos.

Después de las presentaciones, se concedió tiempo para preguntas y respuestas.

Cuando llegó mi turno pregunté al Imán:

"Por favor, y corríjame si me equivoco, pero entiendo que la mayoría de imanes y clérigos del Islam, han declarado
la Yihad (guerra santa) contra los infieles del mundo. De modo que matando a un infiel, que es una orden para todos los musulmanes, tienen asegurado un lugar en el cielo. Si así fuera el caso. ¿ Puede usted darme una definición de infiel? "

Sin discutir mis palabras, contestó con seguridad: " Son los no creyentes ".

Contesté:
" Permítame asegurarme que le entendí bien. A todos los seguidores de ALÁ, le ha sido ordenado matar a todo el que no es de su fe para poder ir al cielo? ¿Es Correcto? "

La expresión de su cara cambió de una autoridad, a la de un chico con la mano en la lata de galletas. Vergonzosamente. Contestó:
"Así es "

Agregué: " Pues bien, señor, tengo un verdadero problema tratando de imaginar al Papa Benedicto ordenando a todos los católicos matar a todos los de su fe islámica, o al Dr. Stanley ordenando a los protestantes hacer lo mismo, para ir al cielo ".

El Imán quedó mudo.

Continué: " También tengo problema con ser su amigo, cuando usted y sus colegas dicen a sus pupilos que me maten. ¿Preferiría usted a su ALÁ, que le ordena matarme para ir al cielo, o a mi Jesús que me ordena amarlo para que yo vaya al cielo y quiere que me acompañe? "

Podías oír la caída de un alfiler cuando el Imán inclinó avergonzado su cabeza.

Con nuestro sistema de justicia liberal, y por presión del ACLU
(Organización árabe americana). Este diálogo no será publicado.

Ruego lo haga circular por toda su lista de direcciones.

Rick Mathes
Capellán de Prisiones EE.UU.

"O VIVIMOS TODOS JUNTOS COMO HERMANOS, O PERECEREMOS TODOS JUNTOS COMO
IDIOTAS"
Martin Luther King.
Si ellos matan y se matan por sus creencias....... ¿por qué no voy a
enviar yo este email por las mías?
¡ NOS QUITAN LOS CRUCIFIJOS !
93% de las personas, no reenviarán este e-mail.

SI SEGUIMOS PERMITIENDO TODO (FUERA CRUCIFIJOS, CONSTRUCCION DE MEZQUITAS, ETC,EN RESUMIDAS CUENTAS PERMITIENDO SU CULTURA Y RELIGIÓN
EN CONTRA DE LA NUESTRA) TENDREMOS QUE DARLES LA RAZON AL IMAN QUE DIJO !!!LA RELIGION VERDADERA ES LA MUSULMANA, POR ESO NO PERMITIMOS NADA QUE SEA CONTRARIO A NUESTRA RELIGION¡¡¡¡ ASÍ QUE ID PREPARANDO EL BURKA QUE NOS QUEDA POCO.
Cuando Jesús murió en la Cruz, estaba pensando en tí.
Si eres parte de ese 7%, reenvía este email con el
título 7%

( LLEVEMOS UNA CRUZ A TODAS PARTES. SEAMOS VALIENTES )

MANCO' LA FORTUNA, NON IL VALORE

Le LL.AA. i Principi d'Epiro sono stati invitati dal Colonnello Carmine Masiello alle celebrazioni per il 60° Anniversario della battaglia di El Alamein che si terranno il giorno 23 Ottobre presso la Caserma Vannucci di Livorno. Alle ore 11.00 vi sarà lo schieramento dei reparti cui seguiranno gli Onori alle Bandiere, gli Onori alle Autorità Civili e Militari presenti, gli Onori ai Caduti. Sarà presente un rappresentate del Governo. Dopo le Allocuzioni di rito avrà luogo un aviolancio e la cerimonia si concluderà con un Vin d'honneur. Nel pomeriggio alla Rotonda di Ardenza, dalle ore 14.30, avranno luogo attività dinamiche ed aviolanci. Il nonno paterno della Principessa di Santa Sofia è stato per l' appunto combattente ad El Alamein.

lunedì 18 ottobre 2010

San Luca Evangelista



Luca, evangelista e autore degli Atti degli Apostoli, è chiamato "lo scrittore della mansuetudine del Cristo". Paolo lo chiama "caro medico", compagno dei suoi viaggi missionari, confortatore della sua prigionia. Il suo vangelo, che pone in luce l'universalità della salvezza e la predilezione di Cristo verso i poveri, offre testimonianze originali come il vangelo dell'infanzia, le parabole della misericordia e annotazioni che ne riflettono la sensibilità verso i malati e i sofferenti. Nel libro degli Atti delinea la figura ideale della Chiesa, perseverante nell'insegnamento degli Apostoli, nella comunione di carità, nella frazione del pane e nelle preghiere. (Mess. Rom.)

Ma che c’entra Teofilo? E chi lo conosce? Da sempre ci pare un po’ abusivo questo personaggio ignoto, che vediamo riverito e lodato all’inizio del vangelo di Luca e dei suoi Atti degli Apostoli. La risposta si trova nella formazione ellenistica dell’autore. Con la dedica fatta a Teofilo che doveva essere un cristiano eminente egli segue l’uso degli scrittori classici, che appunto erano soliti dedicare le loro opere a personaggi insigni.
Luca, infatti, ha studiato, è medico, e tra gli evangelisti è l’unico non ebreo. Forse viene da Antiochia di Siria (oggi Antakya, in Turchia). Un convertito, un ex pagano, che Paolo di Tarso si associa nell’apostolato, chiamandolo "compagno di lavoro" (Filemone 24) e indicandolo nella Lettera ai Colossesi come "caro medico" (4,14). Il medico segue Paolo dappertutto, anche in prigionia: due volte. E la seconda, mentre in un duro carcere attende il supplizio, Paolo scrive a Timoteo che ormai tutti lo hanno abbandonato. Meno uno. "Solo Luca è con me" (2Timoteo 4,11). E questa è l’ultima notizia certa dell’evangelista.
Luca scrive il suo vangelo per i cristiani venuti dal paganesimo. Non ha mai visto Gesù, e si basa sui testimoni diretti, tra cui probabilmente alcune donne, fra le prime che risposero all’annuncio. C’è un’ampia presenza femminile nel suo vangelo, cominciando naturalmente dalla Madre di Gesù: Luca è attento alle sue parole, ai suoi gesti, ai suoi silenzi. Di Gesù egli sottolinea l’invitta misericordia, e quella forza che uscendo da lui "sanava tutti": Gesù medico universale, chino su tutte le sofferenze. Gesù onnipotente e “mansueto” come lo credeva Dante nelle parole di Luca.
Gli Atti degli Apostoli raccontano il primo espandersi della Chiesa cristiana fuori di Palestina, con i problemi e i traumi di questa universalizzazione. Nella seconda parte è dominante l’attività apostolica di Paolo, dall’Asia all’Europa; e qui Luca si mostra attraente narratore quando descrive il viaggio, la tempesta, il naufragio, le buone accoglienze e le persecuzioni, i tumulti e le dispute, gli arresti, dal porto di Cesarea Marittima fino a Roma e alle sue carceri.
Secondo un’antica leggenda, Luca sarebbe stato anche pittore e, in particolare, autore di numerosi ritratti della Madonna. Altre leggende dicono che, dopo la morte di Paolo, egli sarebbe andato a predicare fuori Roma; e si parla di molti luoghi. Di troppi. In realtà, nulla sappiamo di lui dopo le parole di Paolo a Timoteo dal carcere. Ma il vangelo di Luca continua a essere annunciato insieme a quelli di Matteo, Marco e Giovanni in tutto il mondo. E con esso anche gli Atti degli Apostoli. Nella liturgia della Parola, durante la Messa e in tutte le lingue, Luca continua davvero a predicare; anche ai nostri giorni, incessantemente.

Autore:

Fonte: www.santiebeati.it
Domenico Agasso