Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa di Epiro

La Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa di Epiro, con il presente vuole rendere edotti tutti coloro che volessero presentare domanda di ammissione nell'Ordine Equestre dell'Aquila di Epiro di contattare gentilmente il seguente indirizzo di posta elettronica: ordineaquiladiepiro@libero.it
Sperando di avere fatto opera gradita, la Cancelleria degli Ordini Dinastici della Real Casa di Epiro, coglie l'occasione per porgere cordiali e cavallereschi saluti.

giovedì 12 maggio 2011

Giovedì della III settimana di Pasqua - Vangelo del giorno.

Vangelo

Gv 6,44-51
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Parola del Signore

Messaggio di San Charbel

"Il Signore ha creato ogni essere umano affinché risplenda per illuminare il mondo; voi siete la luce del mondo. Ogni essere umano è una lanterna destinata a risplendere; il Signore ha provveduto che ogni lanterna disponga di vetri chiari e trasparenti per permettere a questa luce di risplendere e di illuminare il mondo; ma la gente si cura del vetro, dimenticandosi della luce; si interessa dell'aspetto del vetro, lo colora e lo decora, finché esso diventa torbido, opaco, impedendo così alla luce di risplendere attraverso, e di conseguenza il mondo è sprofondato nell'ignoranza. Il Signore insiste nel voler illuminare il mondo. I vostri vetri devono ridiventare trasparenti. Dovreste realizzare il proposito per il quale siete nati in questo mondo".

domenica 1 maggio 2011

Comunicato della Real Casa del Portogallo





COMUNICATO DELLA REAL CASA DEL PORTOGALLO
LINEA COSTITUZIONALE
 
30 Aprile 2011
 
Ieri sera ho seguito la trasmissione di RAI Tre
riguardante la parte del nostro Amico il Prin=
cipe D. Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia.
 
Sinceramente sono rimasto molto disgustato
della conduzione del programma da parte di
un giornalista che NULLA capisce di Araldica
ed a maggior ragione di Case ex-Regnanti, come
pure di Ordini Cavallereschi.
 
Il diritto Internazionale regola detta materia e
pochi ne sono a conoscenza.
 
A RAI Tre interessa solamente infangare l'ono=
rabilita' delle persone senza rendersi conto del
danno che possano apportare ad intere ed inno=
centi famiglie.
 
Al caro Principe D. Davide va tutta la mia solida=
rieta', comprensione e maggior conferma della
mia immutata ed immutabile stima e simpatia
in quanto trattasi di una persona ONESTA e
di ineccepibile serieta'.
 
Auguro all'amico D. Davide un sereno futuro
nella conduzione del Suo Casato il cui compito
non è sempre tanto facile, specialmente quando
ci si trova difronte ai dei vili ed invidiosi mascal=
zoni senza scrupoli e dignita'.
 
Un cordiale saluto estensibile a tutti gli appar=
tenenti a vario titolo al Casato del Regno d'Epiro.
 
D. Rosario
XXII° Duca di Bragança
Capo della Linea Costituzionale
della Real Casa di Portogallo.

COMUNICATO STAMPA del Partito della Alternativa Monarchica (PdAM).

01/05/2011

Oggetto: RAI 3 attacco al Principe di Epiro

Il Partito della Alternativa Monarchica ritiene che il comportamento dei giornalisti di RAI 3 della trasmissione televisiva “Mi manda RAI 3” esuli da quella che dovrebbe essere l'etica professionale giornalistica, considerato che, probabilmente quale conseguenza della fame di notizie di genere Reale di questi giorni, un giornalista della citata trasmissione si è recato nella zona di residenza del Principe Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia, pretendente al Trono del Regno d'Epiro, oltre che commissario del P.d.A.M. per la Lombardia e l'Emilia Romagna, a caccia di interviste ma solo qualora diffamanti nei confronti del Principe. In particolare si è registrata la richiesta, da parte di un giornalista da sbarco, fatta a una collega del Principe Pozzi Sacchi, per una intervista a volto coperto, come se si trattasse di un caso di pentiti di mafia, a condizione che detta collega sparlasse del Principe. In passato, il Principe d'Epiro, è stato raggirato da un individuo senza scrupoli e, conseguentemente, ha subìto per diversi anni una sostanziale persecuzione giudiziaria e mediatica da parte di individui che si presume non capiscano nulla, o quasi, di questioni di nobiltà reale. Il P.d.A.M. invita la redazione diMi manda RAI 3a un maggiore comportamento etico ed esprime la propria solidarietà al Principe Pozzi Sacchi.

Matteo Cornelius Sullivan
Reggente del Partito della Alternativa Monarchica

Dott. Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant' Anna
Commissario P.d.A.M. per il Veneto

Ramiro Pablo Alvarez del Rio
Commissario P.d.A.M. per l’Argentina



Linciaggio Mediatico

Esprimo tutta la mia personale solidarietà e quella delle Istituzioni Statali e Private che rappresento a SAR il Principe Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia per il denigratorio attacco subito da pseudo giornalisti, che spero denunci per diffamazione, per le infondate ed ingiuste accuse a fine denigratorio nei confronti del legittimo rappresentante della Casa Reale dell'Epiro.
Questo attacco è tanto più ignobile in quanto va a ferire la memoria e i famigliari di migliaia di vittime che hanno sacrificato la loro vita per gli ideali di libertà, giustizia ed eguaglianza che il Regno dell'Epiro e i suoi Principi hanno sempre rappresentato per la popolazione di quei martoriati territori che ancor oggi anelano alla libertà al diritto alla autodeterminazione così come sancito dalla stessa Carta delle Nazioni Unite.
Gloria agli eroici caduti per la causa della libertà e per la Real  Casa del Regno di Epiro e a quelli costretti alla diaspera dal Regno che vanta oltre 2000 anni di storia.
Prof.Aldo Bartolomeo Colleoni
Già Console Onorario di Mongolia in Italia

sabato 23 aprile 2011

Rispondiamo a varie domande che ci pervengono da chi legge i nostri blog.

1)Come si chiama il Principe di Santa Sofia?
Il suo nome è Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia.

2)E' il suo vero nome o è uno pseudonimo?
E' il nome vero e chiunque lo può verificare presso l' Ufficio anagrafe del Comune di residenza o presso la locale parrocchia consultando il registro dei battesimi.

3) Come è diventato Principe di Santa Sofia?
Per abdicazione a suo favore di S.A.R. il Principe Alessandro d'Epiro, nipote della Regina Geraldina di Albania.

4) In che anno?
L'Atto di abdicazione è del 25 Marzo 2001 ed è stato dato in New Orleans, città ove il Principe Alessandro risiedeva. Successivamente l’atto è stato asseverato presso il Tribunale di Torino il 10 Settembre 2001 con protocollo 11950. Si può liberamente consultare il registro di protocollo presso gli uffici del tribunale.

5) Cosa prevede l'atto?
Il Principe Alessandro con esso attribuì in modo pieno ed irrevocabile al successore ed ai suoi discendenti in perpetuo, ogni sua sovrana prerogativa: la capacità di conferire onorificenze cavalleresche, di nobilitare, di fondare accademie e di istituire anche ex novo ordini cavallereschi e distinzioni onorifiche.

6) E' vero che il Principe è Capo temporale di una piccola Chiesa ortodossa?
Sì, della Santa Chiesa Ortodossa d'Epiro. Per notizie su questa Chiesa si può consultare ZENIT, Agenzia di stampa della Santa Sede, agenzia del 12 Aprile 2002, archivio in lingua inglese 0004/ZE000412.

7) E' vero che l'Epiro è stato indipendente?
Sì, il 17 Febbraio 1914 l’Epiro del Nord, che le potenze europee avevano attribuito a tavolino all' appena nato stato albanese, divenuto indipendente dalla Turchia nel 1913 per le pressioni internazionali esercitate dagli allora Impero Austro-Ungarico e Regno d’Italia, proclamò ad Argirocastro la propria indipendenza. Le due nazioni europee, interessate ad un’espansione nei Balcani, avevano fermamente voluto l’indipendenza albanese, certe di poter esercitare sul nuovo piccolo stato la propria influenza, ma nel complesso lavoro di definizione delle frontiere con la vicina Grecia, all’Albania fu attribuito l’Epiro del Nord, terra culturalmente greca, nonché abitata da greco-ortodossi i quali, non gradendo di passare dalla dominazione musulmana turca a quella musulmana albanese, ritennero opportuno staccarsi dalla Albania.

8) Chi riconobbe l'indipendenza dell'Epiro?
L' indipendenza fu riconosciuta con il Protocollo di Corfù, siglato il 5 Maggio 1914 dai rappresentanti d’Italia, Austria-Ungheria, Regno Unito, Francia, Germania, Russia, Albania e Governo rivoluzionario del Nord Epiro.

9) Dove si può leggere il testo del Protocollo?
In “Trattati e Convenzioni fra il Regno d’Italia e gli altri Stati”, volume 23, edito dal Ministero degli Affari Esteri italiano.

10) Esiste un testo che spieghi come si è arrivati dall' indipendenza del 1914 al Principe Alessandro e da lui al Suo attuale successore?
Sì, si può consultare: Olga Nassis, tesi di laurea "L’Epiro diviso e la minoranza greca d’Albania". Relatore Chiarissimo Prof. Marcello Saija. Università degli Studi di Messina, facoltà di Scienze politiche, anno accademico 2002-2003. La Dottoressa Nassis, italiana di padre epirota, si è recata in Grecia a compiere le sue ricerche ed ha avuto modo di parlare con esponenti greco-epiroti, che le hanno fornito parte della documentazione utilizzata.La tesi è di libera consultazione. Oppure si può consultare l' articolo di MICHELE RALLO: I “Regni-meteora” nell’Europa Orientale durante le guerre mondiali (rivista “Storia del Novecento”, anno V, n. 89, settembre 2008); è consultabile anche su INTERNET ivi http://www.europaorientale.net/sez2grecia_epiro.htm

11) Quando l'Epiro ha perso la propria indipendenza?
Nel 1916, dette vicende sono spiegate nei due testi sopraindicati.

12) Il Principe Alessandro era a capo di un Governo in esilio, ma può un Governo in esilio sopravvivere per molti decenni dopo che il paese che rappresenta ha perso la sua indipendenza?
Varie volte nella storia, di fronte ad un’invasione straniera o ad un rivolgimento politico, un Governo legittimo si è recato all’estero per poter continuare ad operare: citiamo a titolo di esempio il caso assai simile del Governo polacco che, nel 1939, quando la Polonia fu invasa su fronti opposti dai tedeschi e dai sovietici, si recò in esilio a Londra e rimase attivo dal 1939 al 1990, essendosi successi in quei cinquantuno anni ben sei Presidenti (dal 21 Luglio 1956 all’8 Aprile 1972, fra il secondo ed il terzo presidente del Governo in esilio, vi fu un periodo in cui al vertice vi fu, in luogo di un Presidente, il Consiglio dei Tre) e quindici Primi Ministri. A tale proposito si legga
Michael Subritzky-Kusza, History of the Polish Government (in Exile) (1939-1990), Three Feathers Publishing, New Zealand, 1996. Esiste oggi, poi, il caso del Governo del Tibet in esilio presieduto dal Dalai Lama.

13) Che poteri ha un Governo in esilio?
La Corte d’Appello di Parigi, nel 1983, ha riconosciuto in modo inequivocabile la legittimità degli atti dei Governi in esilio ed ha sentenziato: “Un Governo in esilio non perde il proprio diritto di fare nomine, di conferire Ordini cavallereschi, di mantenere la propria Autorità per quanto può essere fatto, e trasmette la propria Legittimità, secondo il Diritto Internazionale, ai successivi Capi di Stato”. Cour d’Appel, Palais de Justice, Paris, 1983. Sentenza riportata in Michael Subritzky-Kusza, History of the Polish Government (in Exile), cit.
14) Oggi esiste ancora un Governo d'Epiro in esilio?
La trasmissione dei poteri da Alessandro d'Epiro a Davide di Santa Sofia è avvenuta in un ambito che potremmo definire monarchico-costituzionale, infatti l'atto di abdicazione è intestato Alessandro d'Epiro ed il Governo in esilio, ma il 28 Ottobre 2003 il Santo Sinodo del Patriarcato di Albania ed Epiro in esilio, oltre a riconoscere solennemente il Principe Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia gli attribuì, con chiaro intento ideologico, il titolo di Paraspondolos, che in greco significa Gran Principe. Si tratta di un titolo bizantino e la decisione del Santo Sinodo di attribuire al Principe tale titolo è stata di certo una scelta ultraconservatrice, ma è stato pure un modo per riaffermare implicitamente la grecità dell’Epiro, grecità da leggersi in continuità con l’Impero di Costantinopoli. Il documento canonico prosegue poi riconoscendo al Principe una serie di privilegi liturgici: citazione del suo nome nelle preghiere litaniche, diritto di sedersi, durante le divine liturgie della S. Chiesa Ortodossa d’Albania ed Epiro in esilio, nell’iconostasi, facoltà di benedire il popolo con la croce manuale, facoltà di portare la “dalmatica reale” e la croce pettorale. Il Santo Sinodo ha cioè deciso di marcare la sacralità del Principe in chiave autocratica, per cui il Principe ha di conseguenza deciso di sciogliere il Governo in esilio e di assumere in sè tutti i poteri come voluto dalla Chiesa ortodossa.
15) Perchè questa scelta?
E’ evidente che il Santo Sinodo, con tale riconoscimento canonico, ha voluto implicitamente riconoscere il Principe come tale per Grazia di Dio; la scelta compiuta è stata quella di sganciarlo da riferimenti “costituzionali” per farne un autocrate, di modo che esso non fosse subordinato ai movimenti politici degli esuli. Perché? Perché i differenti movimenti politici, E.P.O., OMONOIA, N.E.A., non sempre hanno perseguito obiettivi comuni, non tutti sono monarchici e, nel caso dell’E.P.O., tale associazione è stata addirittura tacciata di terrorismo. Elevare il Principe al di sopra dei movimenti ha significato farne il custode dei diritti e delle memorie dell’Epiro del Nord per sempre, ha significato farne il simbolo eterno ed immutabile dell’ Epiro e, quand’anche l’Epiro del Nord non dovesse mai più risorgere come Stato, il Principe canonicamente riconosciuto dalla Chiesa ortodossa ed i suoi successori legittimi ne incarneranno a livello simbolico la sopravvivenza ad infinitum.


16 )Dove posso trovare la storia del casato del Principe?
Nel volume Raccolta di casate e di iconografie autore Caterini Vito, 2009, Edizioni & MyBook.
17) Il Principe conferisce onorificenze cavalleresche?
Sì. Su Internet sono visionabili i blog dei due principali ordini cavallereschi conferiti.

18) E'vero che per entrare negli ordini cavallereschi si deve versare una offerta e perchè?
Tutti gli ordini cavallereschi, ma pure il Lions club, il Rotary, i partiti politici, i sindacati, chiedono una quota di ingresso che serve a vari scopi: pagare la stampa del diploma che viene inviato al cavaliere, pagare le spese postali e le varie spese di gestione degli ordini, nonchè per fare beneficenza. Però, mentre molti altri ordini chiedono poi una quota "associativa" annuale, chi entra nei nostri ordini versa una quota di ingresso una tantum.

Messaggio di Auguri


Cari cavalieri,
il Cristo che vince la morte è risorto dai morti e dona ad ognuno di noi, in questo giorno, una vita nuova. Con questa certezza liberiamoci dalle angosce della vita quotidiana, dalle miserie, dalle meschinità ed andiamo incontro al Risorto come gli Apostoli che corsero, increduli, al Sepolcro. Buona Pasqua a voi tutti.
Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia